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Firmato il nuovo decreto Conto Energia

20/02/2007

Il fotovoltaico in Italia ricomincia la sua corsa, ma questa volta grazie al nuovo Conto Energia con gambe più forti e la strada che potrà percorrere sarà certamente più lunga rispetto a quella che si immaginava solo recentemente.

Il mercato fotovoltaico che ne potrà derivare offrirà maggiori opportunità di investimenti, quella che da tempo chiedevano a gran voce tutti gli operatori del settore. Un mercato con un orizzonte temporale più ampio non potrà che favorire anche la creazione di una filiera produttiva, speriamo competitiva con quella dei paesi leader di questa tecnologia.

Dopo l’approvazione della Conferenza Unificata del 15 febbraio e la firma (19 febbraio 2007) da parte del Ministro del Sviluppo Economico e del Ministro dell’Ambiente del nuovo Conto Energia, atteso fin dalla precoce chiusura del precedente meccanismo incentivante (marzo 2006), verrà rapidamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dal giorno successivo.

In sintesi il nuovo Conto Energia fotovoltaico prevede 9 diverse tariffe incentivanti per il kWh prodotto dall’impianto FV ed erogate per 20 anni, un approccio più semplificato, l’incentivazione maggiore per gli impianti integrati e di piccola taglia, oltre ad una serie di premi aggiuntivi per chi risparmia energia elettrica e chi sostituisce, ad esempio, superfici in eternit con moduli solari fotovoltaici.

L’aspetto più rilevante rispetto alla passata normativa riguarda la semplificazione dell’accesso alle tariffe incentivanti che non è più legato a nessun tipo di graduatoria o limite annuale. Chi vuole installare un impianto FV, piccolo o grande, dovrà inoltrare al gestore di rete (società elettrica) il progetto preliminare e la richiesta di connessione alla rete. Nel caso di impianti da 1 a 20 kWp il soggetto responsabile dichiara se intende avvalersi o meno del “servizio di scambio sul posto”.

Ricordiamo che nel caso di scambio sul posto la tariffa incentivante è riconosciuta in base all’energia prodotta al limite di quella consumata dalle utenze; se l’impianto produce più di quanto richiesto su base annuale, l’energia “in eccedenza” può essere immessa nella rete e verrà detratta dalle bollette successive.

L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto sul Conto Energia ha il compito di definire le modalità e le tempistiche secondo le quali il gestore di rete comunica il punto di consegna ed esegue la connessione dell’impianto alla rete elettrica. Entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto il titolare dell’impianto deve far pervenire al soggetto attuatore (GSE, ex GRTN) la richiesta di concessione della tariffa incentivante spettante, unitamente alla documentazione di entrata in esercizio. Quindi il GSE, entro 60 giorni, dovrà comunicare al titolare dell’impianto la tariffa riconosciuta.

Sono previste maggiorazione del 5% per impianti “non integrati” (sopra i 3 kWp) la cui produzione viene consumata per almeno il 70% dall’utenza, per impianti su scuole e strutture sanitarie pubbliche, su edifici pubblici di comuni con meno di 5.000 abitanti, per impianti integrati di aziende agricole e impianti integrati che sostituiscono coperture in eternit.
Gli impianti che operano in regime di scambio sul posto possono usufruire di un premio se sono abbinati ad un uso efficiente dell’energia.

La tariffa incentivante non può essere richiesta (così come il relativo premio) nel caso in cui siano stati concessi incentivi pubblici in conto capitale oltre il 20% del costo dell’investimento. Questo non vale per le scuole pubbliche e le strutture sanitarie pubbliche.

Non è possibile comunque cumulare la tariffa incentivante con i certificati verdi e i titoli di efficienza energetica. Non possono usufruire dell’incentivo gli impianti per i quali è stata riconosciuta o richiesta la detrazione fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, come da finanziaria 2007.

Il provvedimento fissa un primo tetto di 1.200 MW agli impianti finanziabili. Una volta raggiunta questa quota le tariffe verranno rimodellate in base all’andamento dei costi e del mercato. Obiettivo definito nel decreto è quello di installare 3.000 MW al 2016, cioè quasi 100 volte l’attuale installato nel nostro paese.

 
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